Una interessante partnership con l’Orchestra sinfonica del Friuli Venezia Giulia ha portato alla nascita di un progetto – Novecento italiano, dalla musica per film all’amore per la montagna – che prevede, nella prima parte, l’esecuzione di musiche di Nino Rota, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Roberto Molinelli e, nella seconda, I canti rocciosi, per coro maschile e orchestra d’archi, dell’eclettico violoncellista siciliano, oggi tra i personaggi assolutamente più discussi e apprezzati del panorama musicale italiano.
I concerti – per la direzione di Federico Mondelci – saranno proposti a Villa Manin (10 luglio) e in altri centri del Friuli Venezia Giulia con l’obiettivo di assecondare le richieste di tutte le province della regione com’è nello statuto dell’orchestra e dello stesso Polifonico.
I canti rocciosi – vale la pena soffermarsi su questo lavoro sinfonico-corale – nascono innanzitutto dall’amore viscerale di Giovanni Sollima per la montagna. Tutta la montagna: dalle Alpi agli Appennini, fino alle Madonie, monti di casa del giovane artista siciliano. Furono commissionati dal festival della Val Pusteria e vengono ora proposti per la prima volta in Friuli Venezia Giulia. Il coro – istruito da Fabiana Noro – viene trattato alla stregua di un qualsiasi strumento: canta, batte le mani, sussurra e fa da sfondo agli archi, anche loro trattati classicamente in parte e in parte no. Ne esce, quindi, un insieme di ritmi interessante e coinvolgente, sicuramente affascinante.
Dopo le esperienze del requiem di Cherubini, della messa di gloria di Mazzucato e dello Stabat Mater di Zanettovich, riprende la collaborazione tra Orchestra regionale e coro Polifonico di Ruda. La speranza è che il pubblico gradisca la proposta e si diverta ascoltando musica nuova, diversa da quella che ci si aspetterebbe da un coro, ma non per questo meno coinvolgente.















